Le volte salentine

Le volte salentine

L’architettura salentina è un intreccio sinuoso tra la sfarzosità del barocco e la semplicità delle volte: una semplicità soltanto apparente, dietro la quale si cela un intenso lavoro di assoluta precisione e maestria.
Se per un lungo periodo i soffitti a volta erano quasi finiti nel dimenticatoio perché visti come qualcosa di eccessivamente diffuso e scontato, l’edilizia moderna ora punta al recupero e alla valorizzazione di questa ricchezza tutta salentina.

 

Le volte a botte, a crociera, a stella

Nelle più antiche abitazioni dei paesi, nelle chiese, nei casolari di campagna e nelle masserie, si possono ammirare diverti tipi di volte, ma le più comuni sono: a botte, a crociera e a stella.

La volta a botte è una copertura dalla forma semicilindrica, comunemente usata per coprire gli spazi rettangolari.
Questo tipo di struttura, durante la costruzione, necessita di una centinatura, cioè di un’impalcatura di sostegno che può essere rimossa soltanto quando la malta è perfettamente asciutta.

La volta a crociera, invece, è composta da due volte intersecate longitudinalmente ed è autoportante.
E’ utilizzata soprattutto negli spazi di forma quadrata o, comunque, molto regolari.

 

La volta a stella, grazie alla bellezza della sua forma caratteristica, ha avuto una larga diffusione diventando, nel tempo, emblema dell’architettura del Salento, tanto da aver guadagnato il soprannome di volta salentina.

 

La necessità di usare i materiali locali

 

Questo genere di copertura è nata dal bisogno di risolvere le problematiche di natura edilizia che si presentano  durante la costruzione delle volte a crociera, ma anche dalla necessità di utilizzare al meglio i materiali offerti dalle nostre stesse località, come il carparo e la pietra leccese.
Questi ultimi sono adatti alla lavorazione, grazie a una caratteristica fondamentale tipica delle pietre calcaree: la malleabilità, proprio quella peculiarità di cui la pietra dura, che in passato era la più utilizzata, non è dotata.

Carparo

Il carparo può essere modellato e scolpito: ha trovato largo impiego nella costruzione delle case, perché si presta non solo alla realizzazione di mattoni, ma anche e soprattutto di elementi decorativi come balaustre e, appunto, coperture.
Inoltre, i suoi colori sono, per natura, molto caldi e piacevoli alla vista. Le cave dell’entroterra salentino sono le più ricche di carparo e, come in passato, ancora oggi si continua ad estrarlo nella zona compresa fra Maglie e Melpignano, ma anche a Tuglie, Gallipoli e Alezio.

Pietra leccese

La pietra leccese, localmente detta “leccìsu”, è una pietra calcarea formata da carbonato di calcio su cui il tempo ha inglobato quarzi, fossili marini e argille.
Questa pietra tipica del Salento, avendo una grana più sottile del carparo, è adatta ad essere squadrata durante la lavorazione e, inoltre, è estremamente resistente al tempo. La friabilità, dunque, è la caratteristica principale che rende questi due materiali facilmente lavorabili, perciò sia la pietra leccese sia il carparo sono, da secoli, impiegati nella costruzione delle volte e nell’edilizia salentina in genere perché, pur essendo friabili, sono altamente resistenti e duraturi.

 

La diffusione dopo il terremoto di Nardò

 

Nel Salento le volte a stella si diffusero particolarmente dalla seconda metà del ‘700 in poi.

Il 1743 fu un anno drammatico: la furia distruttiva di un terribile terremoto (conosciuto come “terremoto di Nardò”) distrusse moltissime case in tutto il Salento.
In seguito a quell’episodio, le abitazioni e gli edifici furono costruiti con i soffitti a volta, e soprattutto a stella, con l’intento di avere dimore più resistenti di fronte all’imprevedibile forza della natura.
Le prime volte a stella arricchirono le case dei nobili poi, pian piano, si diffusero anche nelle abitazioni del ceto medio.

 

Pietra a faccia vista

 

La caratteristica più eclatante che esaltava la bellezza di queste coperture era la pietra a faccia vista: una stella non coperta dall’intonaco, ma che brillava dei colori del carparo e della pietra leccese.
La pietra a faccia vista è tipica della penisola salentina: i turisti sono ammaliati dal fascino delle volte colorate di miele e di terra, ma anche dall’atmosfera calda che le nostre pietre calcaree creano negli ambienti.

Gli stili costruttivi moderni inseriscono, di tanto in tanto, una o più volte nelle costruzioni dalle linee più rigide, creando un insieme di ambienti dove l’attenzione ai dettagli diventa fondamentale.
Gli spazi sembrano più ricchi grazie alle pietre a faccia vista ma, soprattutto, le volte proteggono l’ambiente interno rendendolo fresco d’estate e caldo d’inverno.
Le maestranze salentine hanno contribuito, nel corso dei secoli, ad accrescere la naturale bellezza di questo territorio attraverso la costruzione di abitazioni, chiese e monumenti sfruttando al meglio le materie prime che Madre Natura ha donato al Salento.

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