La guerra in Ucraina e l’impatto sul turismo italiano

Guerra in ucraina e turismo italiano

La guerra in Ucraina sta portando a conseguenze economiche e sociali di enorme portata, soprattutto per settori specifici come quello dei trasporti e del turismo, che stavano faticosamente ripartendo dopo gli anni di pandemia.

 

Il caro trasporti

 

Il caro trasporti dovuto all’aumento esponenziale del prezzo del carburante e dell’energia, la sospensione nelle spedizioni delle merci, il blocco della logistica del trasporto marittimo, sono solo alcuni dei servizi che hanno risentito per primi con le conseguenze della guerra tra Russia ed Ucraina.

Il rallentamento del settore dei trasporti e quindi, più in generale, di una cospicua parte dell’economia, ha un forte impatto nella catena di approvvigionamento di tanti paesi europei e ripercussioni drammatiche per i numerosi settori che dipendono dai trasporti di persone e merci, come il turismo.

 

Il calo del turismo

 

Le conseguenze del conflitto in Ucraina e delle  sanzioni economiche alla Russia sono il motivo del calo esponenziale del numero di turisti provenienti da Russia e Ucraina in molti paesi Europei. Il settore del turismo rappresenta il 10% del PIL in Europa, con oltre 23 milioni di posti di lavoro; solo per il nostro paese, la Russia costituiva il decimo mercato per numero di arrivi e addirittura l’ottavo per numero complessivo di presenze. I costi per le imprese nel settore del turismo, soprattutto quelle medio-piccole, sono molto pesanti e sono stati stimati in 1,5 miliardi di euro solo per il mercato italiano.

L’Unione Europea deve rimodulare l’utilizzo delle risorse, per migliorare la liquidità e le fonti di finanziamento per le piccole e medie imprese, attraverso un potenziamento rilevante delle risorse del programma europeo per il Mercato Interno. Durante la plenaria di maggio a Strasburgo, il Parlamento ha provato a dare una prima risposta approvando una risoluzione perché siano garantite misure europee efficaci per questi settori in difficoltà.

E’ richiesto un concreto passo avanti verso una politica comune europea, anche per il turismo.

 

Il punto sulle conseguenze della guerra tra Russia e Ucraina per il mercato turistico italiano

 

 

La ripartenza del turismo rischia oggi di essere più lenta del previsto per quanto sta accadendo in Europa: le conseguenze della guerra riguardano anche il turismo verso il nostro Paese, al netto degli effetti già visibili sui costi dell’energia e delle materie prime che incidono sui prezzi dei servizi turistici e della mobilità più in generale, aggravando così la situazione.

 

Percezione di incertezza verso l’Europa

 

Se da una parte, il turismo  “di prossimità”, ovvero quello tra Paesi all’interno dell’Unione, potrebbe risentire meno degli eventi, quello di lungo raggio è maggiormente a rischio, sia per le azioni dirette intraprese (le sanzioni contro la Russia e, specularmente, l’inserimento dell’Italia nella lista dei Paesi ostili) sia per una percezione che può diffondersi velocemente nel resto del mondo sull’insicurezza del Vecchio Continente.

Il nostro turismo ha , per fortuna in questo momento storico , una forte componente di corto raggio, visto che il 67% delle presenze straniere nel 2019 riguardavano turisti provenienti da altri Paesi dell’Unione europea, tendenza accentuatasi in pandemia (78% nel 2020), ciò non vuol dire però che gli altri mercati più lontani siano marginali.

 

Gli Usa sono il nostro principale mercato extraeuropeo, seguito dalla Russia

Nel 2019 gli Usa rappresentavano con 16,3 mln di presenze il nostro principale mercato extraeuropeo (il 7% dei turisti)): negli ultimi anni ha avuto una crescita media annua del 5%.
La Russia, sempre nel 2019, rappresentava il secondo Paese  per importanza (5,8 mln di presenze, il 3% del turismo italiano).

Le conseguenze della guerra in Ucraina sono state al centro della riunione informale dei leader dell’UE a Versailles. I capi di Stato e di governo hanno convenuto di eliminare gradualmente ma quanto prima la nostra dipendenza dalle importazioni russe di gas, petrolio e carbone.

Parallelamente, i capi di Stato e di governo affronteranno le ripercussioni dell’aumento dei prezzi dell’energia sui cittadini e sulle imprese dell’UE nella prossima riunione del Consiglio europeo del 24 e 25 marzo. In particolare, sarà probabilmente necessario ripensare il nostro sistema di prezzi all’ingrosso per l’energia elettrica, attualmente trainato dai prezzi del gas.

 

Come vale per tutto il turismo italiano, anche il Salento e la Puglia risentono di rincari di materie prime ed energia. Ma questa terra ricca di bellezza, storia e cultura è forte! E confidando nella bontà dei servizi offerti e di un mare splendido, supererà anche questo momento e regalerà con gioia giorni e vacanze indimenticabili a chi vorrà tornarci o visitarla per la prima volta.

 

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