Il corbezzolo e le streghe

Il corbezzolo e le streghe

L’autunno, momento di passaggio tra la frenesia estiva e il candido Natale, è una stagione ricca di magia, è quel periodo dell’anno che ci permette di vivere gli spazi esterni approfittando del tiepido sole e del venticello fresco e mite che ci accarezzano il viso.

 

L’ autunno salentino

 

L’autunno arricchisce il Salento di bellezza, perché mentre il mare conserva la sua inimitabile radiosità, il paesaggio si veste di nuovi colori, caldi ed espressivi, che sfumano dal giallo al marrone, toccando punte di rosso. La macchia mediterranea trova, forse, la sua massima espressione proprio in questo emozionante periodo dell’anno, perché mentre alcune piante perdono le foglie e si fermano con l’approssimarsi dell’inverno, molti esemplari tipici delle zone del Mediterraneo hanno la caratteristica di essere sempreverdi e, quindi, di non perdere mai le foglie, rimanendo rigogliosi in ogni stagione.

 

Il corbezzolo nel Salento

 

Uno di questi particolari esemplari è il corbezzolo, un arbusto indiscutibilmente bello che ha il vantaggio di avere una rapida crescita e di essere molto longevo.

Le sue foglie resistenti hanno un colore verde opaco e i fiori hanno le sembianze di piccoli campanelli bianchi che poi divengono, in piena maturazione, frutti rosso fuoco. La sua particolarità risiede nel fatto che i fiori e i frutti adornano l’arbusto contemporaneamente, poichè l’autunno è la stagione in cui la fioritura coincide con la maturazione dei frutti nati dai fiori del precedente anno. Questa caratteristica ha permesso alla pianta del corbezzolo di guadagnare il soprannome di “Albero Italia”, perché i suoi colori ricordano, orgogliosamente, la nostra bandiera.

 

Credenze e leggende 

 

La pianta del corbezzolo, tuttavia, cela ben altri segreti.

Infatti, popolarmente, il corbezzolo è considerato la pianta che allontana le streghe.

 

La mitologia

Questa credenza affonda le sue radici in una storia dei Fasti di Ovidio, dove l’autore racconta la storia mitologica di Proca, che da bambino fu assalito, mentre dormiva beato nella sua culla, dalle strigi, cioè da alcune perfide donne trasformatesi in uccelli, così cattive che di notte andavano vagabondando alla ricerca di teneri bambini da uccidere per poi berne il sangue.
Proca era già in fin di vita ma la sua nutrice, attratta dal pianto, giunse ai piedi della culla, e vedendo le condizioni del bambino, invocò disperatamente la Dea Carna, protettrice dei neonati e delle abitazioni.

Carna usò un ramo della pianta di corbezzolo per toccare tre volte la porta della camera di Proca, e spruzzò una pozione magica mista ad acqua, in segno di purificazione.
Poi, per salvare il lattante, offrì alle terribili strigi le viscere di un piccolo maiale. Per questo motivo, il corbezzolo è considerato anche come un augurio d’immortalità.

 

La notte magica di San Giovanni

 

Tale arbusto è anche conosciuto per il suo utilizzo, insieme ad altre piante, nella preparazione dell’acqua di San Giovanni, un “infuso magico” che tradizionalmente si prepara la notte tra il 23 e il 24 giugno, la notte di San Giovanni, appunto: la notte in cui l’unione tra sole e luna dona alle piante particolari proprietà, tra cui quelle di allontanare le malattie e gli influssi negativi.

Per quanto riguarda le sue reali proprietà, invece, il corbezzolo è utile contro la cistite e la diarrea, oltre a svolgere un’azione balsamica e disinfettante.

 

Il corbezzolo nel Salento antico

 

L’Albero Italia trova una collocazione anche nelle stagioni del Salento antico: qui, i frutti di questa pianta autunnale venivano  adagiati in grandi cesti e venduti per le strade o vicino alle scuole, infatti erano molto apprezzati dai bambini, i quali però, dovevano prestare particolare attenzione a non abusarne, per scongiurare un eventuale effetto inebriante.

E quando i presepi erano poveri ma realmente sentiti, i rami di corbezzolo contribuivano, con i loro colori decisi, a creare un’atmosfera di sacralità.

Se abitando lontano dagli spazi verdi, ci risulta difficile imbatterci in questo arbusto semplice ma di grande effetto, facciamogli trovare un posto nel nostro giardino: decorerà l’entrata di casa con il brio dei suoi colori e, chissà, forse ci aiuterà a mandar via anche le nostre streghe.

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