I giochi dei bambini di un tempo nel Salento

gioco della campanella

Nell’era della tecnologia, dove tutto è veloce e proteso verso un’affannosa ricerca che ci rende incapaci di attendere, è interessante indagare sulle realtà socio-culturali che vigevano nel Salento alcuni decenni fa, quando la civiltà era custode di valori oramai smarriti.

Basata su un vivere discreto, la vita quotidiana di quei  tempi era adornata di semplicità, ma salda su alcuni punti essenziali: la famiglia, il lavoro, la religione, il rispetto e l’impegno per un domani migliore da lasciare in eredità ai propri figli.
Tra gli anni ’40 e i ’70 del Novecento, nel Salento i ruoli del padre e della madre erano incisivi e i bambini dovevano rivolgersi a loro con una rispettosa obbedienza.

 

Il tempo del gioco

 

Infatti, fin dalla tenera età, i genitori insegnavano ai figli come rendersi utili in casa e, più in generale, nei lavori da adulti.
Il gioco era visto come un perditempo, perché toglieva ai bambini tempo utile da impiegare nei lavori.
Tuttavia i più piccoli, dopo essere stati a scuola (i più fortunati) e dopo aver aiutato nelle faccende, s’ingegnavano per trovare un modo per giocare e, nella loro semplicità, riuscivano a far spiccare il volo alle loro menti desiderose di leggerezza, quella che si confaceva alla loro età.
Un maschilismo di fondo, radicato e difficilmente estirpabile negli anni in cui vigeva una rigide divisione dei ruoli, si rifletteva anche nei giochi dei bambini: le femmine dovevano fare giochi da femmine, e i maschi giochi da maschi.

 

Maschi e femmine

 

Così, anche l’attività ludica, frutto di questo pensiero, divise i generi categorizzando le idee di giusto e sbagliato. Le bambine dovevano giocare in maniera educata e composta.
Il gioco più comune era la bambola di pezza, spesso ricavata da un largo fazzoletto annodato, o cucita dalle mani della nonna con avanzi di stoffa.
Quando più bambine si ritrovavano insieme nelle corti, principalmente nei giorni di festa, inscenavano ricevimenti e balletti, dove le loro bambole erano protagoniste. Le più fortunate esibivano il cavalluccio a dondolo, ma difficilmente lo davano in prestito alle loro amichette, poiché era un gioco che raramente si poteva trovare nelle case.
e La “trozzula”, o trottola, era invece un gioco piccolo ma molto più comune e facilmente condivisibile, con cui le bambine si divertivano passando il tempo sedute per terra.

 

L’evoluzione della bambola

Sul declino degli anni ’50, la bambola di pezza iniziò a comparire sempre meno nelle mani delle bambine, che la sostituirono con le nuove bambole di porcellana, di gomma o di cartapesta leccese, finché negli anni ’60 nacque la Barbie. Pensata dalla Mattel come simbolo della donna che sa fare delle scelte, la Barbie era molto curata nell’aspetto ed efficiente nei ruoli che la fabbrica di produzione le attribuiva (Barbie Astronauta, Barbie First Lady, ecc.).

 

La corda

Anche il gioco della corda era tra i preferiti delle bambine.
Il gioco si svolgeva in tre: due bambine tenevano le estremità della corda per farla girare, mentre la terza doveva saltare senza perdere il ritmo.

 

Il girotondo

Il girotondo era, poi, il momento di allegria per eccellenza: le bambine cantavano e giravano in cerchio prese per mano; nei loro occhi la felicità e la spensieratezza di una condivisione semplice ma autentica. Altri giochi minori, fatti di fantasia, filastrocche e canti, animavano i momenti liberi delle piccole donne.

 

La sedia

Come già detto, invece, i maschietti giocavano in modi diversi e si tenevano ben lontani da quelli che consideravano  “cose da femminucce”. Uno dei loro giochi preferiti era quello della sediolina, detto “sciocu de la seggiteddhra” , dove due bambini si tenevano per mano e incrociavano le braccia, creando una sorta di sedia sulla quale si doveva sedere un terzo partecipante.
Dopo averlo fatto sedere (non era certo facile), lo portavano in giro finché le braccia non cedevano alla stanchezza e la “sedia” veniva distrutta. Una prova di forza ben camuffata: roba da maschi, appunto.

 

I bottoni e la fionda

C’era, poi, il gioco dei bottoni o delle “furmeddhre”: le regole prevedevano che i bambini dovessero fare un mucchio con dei bottoni piccoli, per poi demolirlo con un bottone più grande. Chi lanciava il colpo senza centrare il mucchio, veniva subito eliminato. Il gioco della fionda era quello che impegnava maggiormente i maschietti: chi lanciava più lontano possibile il sassolino usando l’attrezzo in legno, vinceva.

 

La campanella

Spesso, i bambini giocavano con la fionda soprattutto per il gusto di infastidire qualche uccellino o le lucertole.
Fortunatamente, poi, anche se pochi, c’erano alcuni passatempi praticati dai bambini di entrambi i generi, come il gioco della campanella, il nascondino e il rompi-pignatte: a quest’ultimo, erano soliti partecipare anche gli adulti, il giorno dell’Epifania o di Carnevale.

 

gioco della corda

 

 

Giochi poveri ma ricchi di fantasia

 

Molti canti allietavano le corti e le risate dei bambini, maschi o femmine che fossero, rendevano l’atmosfera più leggera, in quegli anni in cui l’eco delle restrizioni economiche si faceva sentire forte.
L’aria era piena di una competizione genuina, di parole sincere e di un grande entusiasmo per il solo fatto di poter giocare insieme.
I giochi semplici di un tempo, quando molti paesi del Salento erano ancora poveri, erano intrisi d’insegnamenti celati, di generosità e di condivisione di quel poco che si aveva, ma soprattutto, erano porte aperte sulla via della sicurezza e dell’autonomia, perché educavano i bambini a contare sulla propria fantasia e ad aprirsi agli altri.
I bambini facevano tesoro di ogni gioco, perché niente era dovuto e ogni momento ludico era un dono, qualcosa di prezioso da vivere appieno.

Così diversi dai piccoli di oggi, tanto legati alla tecnologia e con lo sguardo fisso sugli schermi.
Bambini, posate gli smartphone: scoprirete la gioia di giocare insieme agli altri.

 

 

FONTI:
-A.Guglielmi, NARRANDO IL BASSO SALENTO, Antonio Dellisanti Editore, Massafra(TA), 2015;
-dal web

Foto: dal web

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