I Cavalieri Templari nel Salento

i templari nel Salento

Il Salento, terra del Mezzogiorno, culla e crocevia di popolazioni che lo hanno attraversato e vissuto, è stato meta d’approdo dei Templari, in quel tempo ormai così lontano da sembrare fantastico.
Sembra quasi bizzarro pensare al paesaggio salentino come a una distesa verde attraversata da cavalieri, coperti da pesanti armature e al galoppo di cavalli dalla corporatura imponente.
Eppure, i Templari hanno attraversato il Salento intorno al 1140, lasciando le proprie tracce a Lecce, Otranto, Galatina e Tricase, ma anche in altre località della Puglia.

 

Chi erano i Templari?

 

L’Ordine dei Cavalieri Templari fu fondato in Terra Santa nel 1118, e fu il primo ordine sorto nell’ambito delle crociate.
La missione dei Templari era, in origine, quella di difendere la Terra Santa e la religione cristiana dall’avanzare della religione musulmana, ma pian piano si spostarono in Europa, acquisendo potere e prestigio.
Oltre alla Terra Santa, avevano la missione di proteggere anche i pellegrini che si dirigevano verso essa attraversando l’Europa. In particolare, i Templari si concentrarono sull’Italia sia per la presenza del Papa, sia perché alcune delle principali vie di pellegrinaggio conducevano direttamente a Gerusalemme.
Coloro che decidevano di entrare a far parte dell’Ordine, accettavano di diventare monaci guerrieri giurando povertà ed estrema fedeltà a Cristo. Per diventare cavalieri, non dovevano avere alcun tipo di legame con persone o cose e, infatti, consegnavano all’Ordine ogni eventuale bene materiale da essi posseduto, affinché potesse essere utilizzato, in seguito, per sostenere le spese di sostentamento comune o i lunghi viaggi.
Quello dei Templari non era l’unico ordine influente, poiché in quegli anni nacquero numerosi ordini di uomini religiosi e laici, che utilizzavano le armi per difendere la religione cristiana e i suoi pellegrini.

Il passaggio dei Templari nel Salento, ai quali risultava semplice imbarcarsi per la Terra Santa data la presenza del mare, aveva portato numerose ricchezze nel territorio salentino. Dalla forte affluenza di pellegrini, di eserciti e mercanti d’ogni tipo, erano scaturiti importanti traffici commerciali, ma anche l’introduzione di nuovi cibi che fino ad allora erano totalmente sconosciuti. L’albicocca di Galatone, ad esempio, toccò le coste ioniche grazie ai Templari: questo frutto gustoso e fresco fu molto apprezzato dagli agricoltori del posto, i quali lo coltivarono per un lungo periodo.
La posizione geografica del Salento rappresentava un importante punto di snodo da cui poter raggiungere, con facilità, la Terra Santa.

 

Le tracce nel Salento

 

Tuttavia, i Templari non si accontentarono di attraversare la nostra terra, ma lasciarono tracce come testimonianza del loro insediamento nel Salento.
Questo argomento ha suscitato un notevole interesse negli studiosi di Storia e Archeologia, i quali hanno approfondito, con la collaborazione di varie università d’Italia, il significato dei simboli, ma soprattutto di alcune costruzioni. Uno dei siti dei Cavalieri Templari si trova nella città di Lecce, lungo la via che unisce Piazza S. Oronzo alla Basilica di Santa Croce.
In questa strada, detta, appunto, Via dei Templari, si trova la Chiesa di Santa Maria del Tempio.
Con la stessa denominazione, troviamo una chiesa anche a Tricase e una a Galatina.

Non solo nei centri abitati, ma anche in alcune zone rurali della provincia di Lecce sono stati individuati insediamenti risalenti ai Templari.
Tra le campagne di Maglie, infatti, si può ammirare la Masseria di San Sidero, un possedimento templare intitolato a S. Isidoro.
Ognuna di queste costruzioni presenta, raffigurati sulle pareti interne, numerosi simboli templari molto affascinanti, come il Giglio a tre petali, gli scudi e le croci patriarcali.
Altri insediamenti si trovano a Otranto, Maruggio, Oria e Brindisi. Quest’ aspetto storico della penisola salentina è quasi sconosciuto e degno di approfondimenti, perché il Salento è una terra di sorprese, nascoste fra la terra e il mare.

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