Gli ulivi secolari del Salento

I custodi del tempo

 

Le meraviglie offerte dalla natura spesso superano di gran lunga le opere dell’uomo. Il Salento è terra ricca di arte, barocco e tradizione, ma non solo: è palcoscenico spontaneo dove il paesaggio rende il meglio di sé. Girovagando per la campagna salentina, tra i muretti a secco e le erbe spontanee, incontriamo i custodi del tempo e della storia: gli ulivi secolari, piante gigantesche che se potessero parlare, avrebbero molto da raccontarci su ciò a cui hanno assistito, in silenzio, giorno dopo giorno.

 

Gli ulivi

 

L’ulivo è una pianta da frutto il cui fusto è di forma cilindrica ma irregolare, dato che con il passare degli anni forma dei noduli da cui, poi, spuntano i rami nuovi. I noduli e la forma che l’albero assume, creano la figura contorta e irregolare tipica dell’ulivo, che in condizioni ottimali, può arrivare a vivere più di mille anni.  Il Salento, nei secoli, ha ospitato circa 50 milioni di piante d’ulivo, da cui l’uomo ha tratto beneficio economico per molto tempo. Oggigiorno, purtroppo, si registra un triste calo della produzione d’olio.

Per essere considerati monumentali, gli ulivi devono rispettare lo standard di almeno un metro di diametro di tronco, da misurare a un’altezza di 130 cm dal livello del suolo.

Gli ulivi monumentali del Salento

 

Spesso, guardando la forma di questi alberi tanto imponenti, ci troviamo a fantasticare, vedendo in essi la figura di un vecchio uomo che pensa, immaginando un volto arrabbiato o, addirittura, le mani di Dio che accarezzano la terra. Nel Salento, e in particolare nella provincia di Lecce, ci sono molti esemplari di ulivo secolare, che attirano migliaia di visitatori, suscitando soprattutto la curiosità di quanti non sono abituati allo scenario mediterraneo. Il più antico si trova a Borgagne: è chiamato affettuosamente “lu Matusalemme” , si stima che abbia più di 3000 anni e che superi, in età, addirittura il Colosseo, motivo per cui vanta il titolo dell’ulivo più anziano d’Italia.

Proseguendo pochi chilometri più in là, nella campagna di Vernole, incontriamo “la Regina”, ulivo millenario con ben 1400 primavere e che ha una singolare particolarità: nel 2012 è stato dedicato a Michelle Obama, come riconoscimento per aver divulgato negli USA la dieta mediterranea.

Nelle campagne di zona Visciglito, invece, a Strudà, troviamo, quasi in gruppo, altri esemplari monumentali: “il Serpente” ,”la Testa”  e “la Cascata”, da cui ancora oggi, si ricava un pregiatissimo olio.

Sparsi per la provincia, possiamo ammirare altri esemplari molto scenografici: a Casarano si trova “lu Re”, a Trepuzzi l’ulivo chiamato “la Lumaca” e ad Alliste il famoso Gigante, con i suoi 1500 anni d’età.

 

I custodi vivi della storia 

 

Gli ulivi secolari del Salento, sono custodi vivi della nostra storia: hanno visto amori intrecciarsi all’ ombra delle loro folte chiome, il sudore scendere dalla fronte dei nostri antenati, stremati dalla fatica sotto al sole cocente dell’estate, hanno dato riparo, hanno ascoltato le risate dei bambini che si rincorrevano allegramente, hanno resistito alla rigidità degli inverni e ai venti più forti. Sempre lì. Immobili, vivi e partecipi. E chissà se, tra le fenditure dei loro tronchi, oltre ai tanti insetti che vi hanno costruito la loro casa, non ci sia qualche piccolo folletto dispettoso, pronto a spifferare qualcosa…

 

 

Immagini da Wikipedia con licenza Creative Commons

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