Francesca Capece: la benefattrice di Maglie

Francesca Capece Maglie

Maglie è uno dei più grandi centri del basso Salento, una città che trabocca di attività commerciali, di strade gremite di gente e di piazze contornate dai palazzi storici, dove le architetture sontuose testimoniano un passato florido.
Fino al 1700, Maglie era molto simile agli altri paesi del Salento, sia nell’aspetto urbanistico che nelle opportunità professionali che offriva ai suoi abitanti.

 

I palazzi nobiliari e le attività di Maglie

 

Nel 1800, però, soprattutto nei primi decenni, ci fu una svolta radicale: furono costruiti molti palazzi nobiliari in pietra leccese, così Maglie iniziò ad avere un aspetto più signorile e sofisticato, che le permise di distinguersi dagli altri borghi.
Sempre nello stesso secolo, sorsero attività di ogni tipo: industriali, agricole, commerciali, fabbriche di tabacco e di sapone e attività di tessitura (ancora oggi, nell’ambito del ricamo, è famoso il cosiddetto “punto Maglie).

I prodotti delle attività appena elencate ebbero successo in campo nazionale e internazionale, così Maglie visse il suo prezioso momento d’oro ed ebbe l’opportunità di arricchirsi notevolmente.  Il 1800 portò  bene a quella che stava diventando una città; intorno alla metà del secolo, infatti, Maglie ricevette in dono molti beni materiali, da parte di una nobildonna il cui nome fece la storia: Francesca Capece.

 

La nobildonna Francesca Capece

 

Francesca Capece era la seconda dei tre figli del barone Nicola Capece e nacque a Maglie il 22 ottobre 1769.
Sposò in giovane età Antonio Lopez y Rojo, duca di Monteroni e Taurisano, aggiungendo al suo titolo di baronessa quello di duchessa.
Alla morte del padre, le grandi ricchezze di famiglia passarono a Francesca in quanto sorella maggiore ( essendo, il primogenito, trapassato in tenera età), così essa diventò l’unica feudataria di Maglie.
Purtroppo, l’eredità provocò forti disagi in famiglia, perché sua sorella Geronima non poteva accettare che i beni fossero finiti unicamente nelle tasche di Francesca.
Nel 1806, il re Giuseppe Bonaparte abolì radicalmente la feudalità, perciò la duchessa iniziò a chiedersi a chi avrebbe potuto donare i suoi beni, dato che dal suo matrimonio con Antonio Lopez y Rojo non era nato alcun figlio.

 

La donazione prima ai Padri Gesuiti…

Le venne in mente di fare del bene e desiderò che quest’ultimo non fosse fine a sé stesso, ma che portasse frutto nel tempo. La donna aveva una forte predisposizione nell’aiutare il prossimo, perciò destinò ogni suo avere ai Padri Gesuiti di Maglie.
Ben presto nacquero dei dissapori, poiché il marito della duchessa guardava con ostilità al responsabile dei Gesuiti il quale, secondo Lopez y Rojo, si era impossessato con arroganza del palazzo e non faceva altro che comandare.
Eppure, il responsabile seppe cogliere il desiderio più profondo della duchessa, cioè quello di unire la carità cristiana all’istruzione, e con il suo aiuto nacque, nel 1843, il Liceo-Convitto Capece.
Non si trattava solo di un luogo dove i bambini meno fortunati avrebbero potuto ricevere le basi dell’istruzione, ma anche quello dove avrebbero potuto proseguire gli studi fino all’istruzione superiore e, soprattutto, dove gli studenti che non avevano un posto dove stare, avrebbero potuto vivere.

 

…e poi al Comune di Maglie

I Padri Gesuiti, a causa dell’abolizione degli ordini religiosi del 1848,furono costretti ad andar via dalla città e i loro beni materiali furono acquisiti dal Fisco.
Perciò la duchessa, pochi giorni prima di morire, dettò un nuovo testamento in cui dichiarava di voler lasciare i suoi beni al Comune di Maglie.

A quei tempi, le opere pie compiute dai nobili erano numerose, eppure la generosità d’animo di Francesca Capece, ultima feudataria di Maglie, si seppe distinguere dalle altre, rimanendo impressa nella mente di tutti gli abitanti della città.

 

La statua e il ricordo di Francesca Capece

 

Per questo motivo, nel 1900 Maglie le dedicò una sontuosa statua realizzata in marmo.
L’opera fu eseguita dal maestro scultore Antonio Bortone e fu inaugurata il 29 luglio 1900, durante la cerimonia di installazione nella piazza centrale, dove ancora oggi si può ammirare.

Osservando la scultura raffigurante la duchessa insieme ad un bambino, si possono notare alcuni particolari che non passano inosservati e che fungono da allegoria, come il libro della sapienza che Francesca passa al ragazzino e lo scudo di Maglie che egli stesso regge nell’altra mano.
Oltre alla statua e al liceo, alla nobildonna sono state dedicate alcune vie, una galleria d’arte e la Fondazione Capece.

Il rispetto che gli abitanti di Maglie nutrono per la benefattrice della città mantiene saldo il ricordo del bene che la donna aveva fatto, un bene tanto forte che, dopo quasi due secoli, ancora si muove tra la carità e l’istruzione, nei corridoi del palazzo dove essa stessa aveva vissuto e amato.

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