Classi energetiche: l’importanza per immobili da vendere o affittare

Indipendenza energetica: il possibile antidoto al rincaro

 

Gli scenari geopolitici che stiamo vivendo stanno stravolgendo il mercato energetico mondiale ed in particolare quello europeo. Il Superbonus 110%, pensato per efficientare gli edifici residenziali, contribuisce a dare un piccolo contributo sulla riduzione del fabbisogno energetico nazionale, prediligendo l’energia elettrica al consumo a gas.
Questa soluzione rappresenta nel breve periodo l’unico metodo per poter ridurre drasticamente i costi energetici.

La svolta Green nei piani dell’Unione Europea passa anche dal miglioramento della classe energetica degli edifici, non solo di quelli pubblici ma anche di quelli privati. Il rischio che corrono i proprietari di abitazioni con una classe energetica troppo bassa è infatti quello di ritrovarsi con il proprio immobile tagliato fuori dal mercato.

 

Direttiva al vaglio della Commissione Europea

 

Non si tratta di un cambiamento che avverrà in modo immediato. Per ora si tratta solo di proposte sul tavolo di lavoro della Commissione europea, che sta rivedendo la direttiva del rendimento energetico nell’edilizia.

La nuova direttiva sulla prestazione energetica degli edifici, è al vaglio della Commissione Europea . Per vendere o affittare immobili la classe energetica diventerà un fattore molto più importante, tanto che sarà considerata determinante.

Le anticipazioni suggeriscono che a partire dal 1° gennaio 2030 tutti i nuovi edifici dovranno essere a emissioni zero.
A partire dal 2027, chi vorrà vendere o affittare immobili dovrà prima adeguarli e raggiungere una classe energetica sempre più alta:

classe E dal 2027

classe D dal 2030

classe C dal 2033

Nel caso in cui il proprietario non riuscisse ad adeguare l’immobile prima della vendita, il contratto dovrà contenere l’impegno per l’acquirente ad eseguire i lavori entro 3 anni dall’acquisto.

Se dovesse essere approvata così com’è strutturata ora, a partire dal 2027 gli edifici pubblici che appartengono alla classe energetica più bassa, che è la G, dovranno raggiungere quella immediatamente successiva, vale a dire la F, ed entro il 2030 dovranno aver raggiunto la E.

 

Come funzionano le classi energetiche e quali sono

 

La certificazione energetica è una procedura eseguita da un tecnico professionista che valuta i consumi energetici di un’abitazione o di un edificio per mantenere determinate condizioni ambientali al suo interno. In pratica, viene calcolato il consumo in Kilowatt in un’ora per metro quadro della struttura. Tale valutazione, assieme ad altre verifiche e dati, determina l’APE, cioè l’Attestazione di Prestazione Energetica dell’edificio. Questi risultati faranno rientrare la struttura all’interno di determinate classi energetiche.

Le classi energetiche standard individuate sono dieci: A4, A3, A2, A1, B, C, D, E, F e G.

Dove la più alta, l’A4, rappresenta la classe più efficiente e quindi migliore per risultati, mentre la più bassa, la G, equivale a quella meno efficiente e peggiore.
Ciascuna di queste è inserita all’interno di una fascia di valori di consumo e determinata da due estremi. Tali estremi sono il consumo minimo e quello massimo, definiti in Kilowattora per metro quadro, che servono a riscaldare l’ambiente domestico.

Per avere un’idea la classe A4, essendo la migliore, vede dei consumi che sono inferiori agli 0,40 Kilowattora, mentre la peggiore (la G) supera  i 350 Kilowattora a metro quadro. Tuttavia, tanti sono i fattori che possono incidere sulla determinazione della valutazione finale dell’efficienza energetica di una struttura.

Tra questi fattori, per quanto riguarda un edificio, troviamo ad esempio i pavimenti, i sistemi di isolamento, le pareti, il tetto, gli infissi ed i confini delle sue mura. Per un’abitazione, inoltre, anche la sua posizione all’interno dello stabile  tende ad influire.

Dal 2030 in poi i nuovi edifici privati non devono produrre emissioni nocive.
Concretamente significa che «gli edifici dovranno consumare poca energia, essere alimentati per quanto possibile da fonti rinnovabili, e non dovranno emettere in loco emissioni di carbonio da combustibili fossili», spiega la Commissione nella documentazione.

 

La situazione degli edifici in Italia

 

Una questione di grande importanza specialmente per il mercato immobiliare italiano, visto che nel nostro Paese circa un terzo degli edifici a destinazione residenziale appartengono alla classe energetica G. Secondo i dati Istat,  sono oltre 4,5 milioni gli immobili di classe energetica G ed F, che richiederebbero una ristrutturazione completa entro il 2030.

La nuova direttiva prevede inoltre che ogni Stato membro stabilisca un Piano d’azione per promuovere la ristrutturazione degli edifici residenziali e non residenziali, sia pubblici che privati, per renderli altamente efficienti dal punto di vista energetico e decarbonizzati entro il 2050.

 

Vendere o affittare immobili con il Building Renovation Passport

 

L’Attestazione di Prestazione Energetica sarà sostituita dal Building Renovation Passport, un documento che indicherà la sequenza delle fasi di ristrutturazione necessarie per trasformare l’edificio in un edificio a zero emissioni entro il 2050.

Si prevede inoltre che gli edifici a zero emissioni dovranno essere dotati, se tecnicamente ed economicamente fattibile, di dispositivi di misurazione e controllo della qualità dell’aria interna. Negli edifici esistenti l’installazione di tali dispositivi sarà richiesta quando si procede ad una ristrutturazione straordinaria.

 

 

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