Albania: meta delle vacanze 2023

L’Albania è stata lameta delle vacanze 2023. Prezzi stracciati (al contrario dell’Italia e della Puglia), mare cristallino, natura incontaminata. Ma questa è solo una parte della narrazione sul paese balcanico. “Tutta l’Albania pubblicizzata su TikTok è fake”, dice un utente in un video pubblicato sui social. “Prezzi gonfiati, servizi scadenti, che non sono all’altezza di quello che offrono. Diffidate da quello che dicono in tv o dalle recensioni degli influencer. Al massimo cinque anni fa sì, si spendeva poco, ma non adesso. È tutto fumo e niente arrosto”. E continua: “In generale il servizio è pessimo. È come se fossero impreparati a questo boom turistico. Nei locali si aspetta sempre tanto”. Niente da dire, invece, sul panorama e soprattutto sul mare. 

Se si  parla di Albania, viene subito in mente il presunto boom turistico. Sembra che dalle spiagge dell’Adriatico, ci si sia accorti all’improvviso che esiste una costa di fronte, ad appena 45-55 miglia. La scoperta tardiva dell’Albania è un po’ sorprendente ed è diventata improvvisamente questa estate un trending topic.

Sebbene ci siano mille spunti per visitare l’Albania, ci sono ragioni per cui non è ancora matura per il turismo di grandi numeri e di alto livello. In sintesi, e per giustizia, ho evidenziato tre punti positivi e tre negativi da valutare un viaggio nel Paese di fronte, che non solo abbiamo ignorato per decenni, ma ci faceva anche un po’ paura.

 

Bella gente
Istruzione e cultura dei cittadini sono caratteristiche che si avvertono anche in Albania. Le persone sono di una gentilezza straordinaria, sorridono e parlano volentieri. Gli piace raccontare della loro vita e della loro storia, e gli piace farlo in italiano, lingua che molti conoscono bene dato che la tv prendeva soprattutto la RAI e il Festival di Sanremo, il massimo dell’intrattenimento per anni. Sono cose che accadevano fino a 15-20 anni fa, quando molti partivano a tutti i costi per l’Italia nella speranza di una vita migliore.

 

Buon cibo
In Albania, in generale, si mangia bene. Molti piatti sono ispirati alla cucina italiana, e sono ancora preparati in modo artigianale. Non ci sono ancora i concetti di nouvelle cuisine, il cibo conserva un aspetto genuino, quasi casalingo, prevalentemente a chilometro zero, ovvero si usano i prodotti di piccoli agricoltori e allevatori che ancora contano nell’economia locale.

 

Allora cosa c’è che non va?

 

Panorami sui rifiuti
Tolte le spiagge delle grandi località, che ricordano il boom turistico degli anni Cinquanta, le spiagge che piacciono a noi italiani sono quelle meno affollate e di conseguenza un po’ più difficili da raggiungere. Ma il punto è che per arrivare in questi lidi di acque limpide e sabbie solitarie si deve fare la gimcana tra pannolini, bottiglie, lattine, fazzoletti appallottolati e rifiuti organici di ogni tipo. Succede anche in Italia, è vero, ma un turista consapevole eviterà la meta invece di prenotarci le ferie allegramente. In Albania esiste un oggettivo e documentato problema della gestione dei rifiuti. Non sono ancora stati introdotti i cassonetti per la differenziata e si ricicla poco. Il problema si fa più pesante quando ci si imbatte nelle discariche a cielo aperto che vengono bruciate senza tutela né per i passanti casuali né, cosa più grave per chi ci lavora, spesso famiglie rom con bambini, impiegati per raccogliere plastica, vetro, metallo e altri materiali.

 

Viste sull’abuso edilizio
A dispetto di una natura bella e ancora selvaggia, con montagne deserte che si tuffano in un mare verde e blu, la costa da  è deturpata da schiere di condomini, ville, alberghi, ristoranti nuovi e disabitati che gli albanesi chiamano quartieri lavatrice riferendosi al riciclo di denaro sporco. Sono quartieri fantasma che sorgono dove finisce il centro cittadino, palazzi alti fino a dieci piani, con tanto tende parasole, che si allungano per chilometri sulla costa. Tale produzione edilizia giustificherebbe anche il numero di mobilifici che si susseguono sulle strade più importanti. Sembra tutto predisposto per una nuova popolazione, con nuovi gusti e nuovi stili di vita. Però purtroppo né in quelli di Durazzo, né in quelli di Valona e Saranda abita qualcuno.

 

Ricezione alberghiera praticamente sconosciuta

Non esiste uno standard alto di ospitalità in Albania ed è ancora difficile individuare un hotel rappresentativo di uno stile locale. Design e servizio non sono allineati a quelli che si trovano poco più in su in Croazia, o poco più in giù in Grecia. Anche la rete stradale è spesso sconnessa. Ovviamente, nulla di tutto ciò è irrimediabile, ma ci vorrà un po’ di tempo prima la costa diventi una meta di villeggiatura per famiglie felici, con il mare cristallino e i prezzi economici, come spesso viene proposta.

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